¿el arte de la comunicación o el don de la comunión?

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italiano & español

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ITA

VISIONE INIZIALE >>> La “mediazione” e la comunicazione all’interno di un sistema o di un rapporto tra persone può avvenire paradossalmente in due differenti maniere: la prima che tende all’unanimità e a considerare la “collettività” e l’integrazione delle diversità come principale riferimento; l’altra invece incline a differenziare e a privilegiare “l’individualità” del singolo. Una modalità non dovrebbe negare l’altra, ma l’integrazione delle due può avvenire solamente attraverso una grande volontà di ascolto e un’esperienza reale condivisa aldilà delle proprie convinzioni-convenzioni.

LETTURA >>> Una comunicazione ideale tra individui inizia con una considerazione reciproca, nonostante le inevitabili differenze comportamentali e di pensiero. Tutte le singole personalità all’interno di un gruppo, di un clan o di una coppia hanno uguale diritto di espressione; ognuno diviene un esempio e una prospettiva differente per gli altri ma senza predominare all’interno del sistema. Ciò non vuol dire negare se stessi o perdere potere, significa invece favorire un dialogo comune e alimentare l’attenzione reciproca evitando così di creare monopoli o privilegi in un qualsiasi rapporto sociale. Un buon comunicatore o un gran mediatore possono contribuire ad una non-dispersione dell’energia, alla coesione e ad una comunione di intenti senza svalutare l’unicità e l’apporto di ogni singolo individuo. Quando la persona ha risolto il desiderio represso di conferme personali, la sua relazione con l’esterno tende a non generare dipendenze o legami di auto-referenza tra sé stessi e il prossimo.

VISIONE FINALE > Il “pontifex” – colui che crea ponti; archetipo che abita dentro e fuori di noi – mette in circolazione il frutto della sua esperienza in continuo divenire attraverso una dinamica di comunione e non di mera comunicazione, sfruttando al massimo la sua creatività e la sua sensibilità con intenzione e poesia. Essendo consapevole che non può prestare o vendere con delle “informazioni” il contenuto profondo della sua opera, egli può solamente emanare con umiltà la sua illuminazione (anche a distanza di spazio e di tempo) attraverso il suo essere e il suo altruistico agire, sempre che dall’altra parte ci sia qualcuno “nudo” e senza pregiudizi, pronto ad ascoltare e a ricevere con la sua stessa modalità: quella del cuore. DAN

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CBD Tarot de Marseille by Yoav Ben-Dov

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ES

VISION INICIAL >>> La “mediación” y la comunicaión al interno de un sistema o de una relación entre personas, puede suceder paradójicamente en dos modos distintos: el primer que tiende a la unanimidad y a considerar la “colectividad” y la integración de la diversidad como referencia principal; en cambio el otro es propenso a diferenciar y privilegiar “la individualidad” de uno o algunos individuos. Un modo no debería negar al otro, pero la integración de ambos puede suceder solamente a través de una gran voluntad de comprensión y una experiencia real compartida, mas allá de las propias convinciones-convenciones.

LECTURA >>> Una comunicación ideal entre individuos inicia por la consideración reciproca, a pesar de las inevitables diferencias de comportamiento y de pensamiento. Las singulares personalidades al interno de un grupo, de un clan o de una pareja, tienen igual derecho de expresión, cada uno se convierte en un ejemplo y una prospectiva diferente para los demás pero sin predominar al interno del sistema. Esto no quiere decir la negación de uno mismo o la perdida de poder, por el contrario, significa favorecer una dialogo en común y alimentar la atención reciproca, evitando de esta manera la creación de monopolios o privilegios en cualquier relación social. Un buen comunicador o un gran mediador pueden contribuir a una no-dispersión de la energía, a la cohesión y a una comunión de intentos, sin devaluar la unicidad y el aporte de cada persona. Cuando la persona resuelve el deseo reprimido de afirmaciones personales, su relación con el exterior tiende a no generar mas dependencias ní vinculos auto referenciales entre si misma y los demás.

VISIÓN FINAL >>> El “pontifex” – aquél que crea puentes; arquetipo que vive dentro y fuera de nosotros – pone en circulación el fruto de su experiencia en continua evolución a través de una dinámica de comunión y no de mera comunicación, explotando al máximo su creatividad y su sensibilidad con intención y poesía. Siendo consciente que no puede prestar o vender con “informaciones” el contenido profundo de su obra, puede solamente emanar con humildad su iluminación (también a distancia de tiempo y espacio) a través de su ser y su altruístico actuar, siempre y cuando encuentre a alguien “desnudo” y sin prejuicios dispuesto a escuchar y a recibir con su misma modalidad: la del corazón. DAN

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